giovedì 11 agosto 2011

Emergenza profughi

Ascoltate l'intervista e poi commentiamo 


Il gestore del Residence Ripamonti cerca di chiarire alcuni punti relativi all'emergenza profughi a Pieve Emanuele. L'intervistatrice pone la domanda "Chi paga?", alla quale il gestore risponde "La Prefettura". Ovvio. La domanda corretta da porre sarebbe stata "Chi ci guadagna?" e la risposta esatta è : il gestore. Facciamo due conti molto semplici : 400 persone a 46 €uro al giorno fanno la bellezza di 18.400 €uro che il gestore fattura quotidianamente alla Prefettura. Ormai sono passati oltre due mesi dall'arrivo dei profughi a Pieve Emanuele e quindi il gestore vanta un credito con la Prefettura di 1.104.000 €uro. E' vero anche che circa 100 - 150 profughi sono stati trasferiti in altri Comuni ed ora il numero degli immigrati ammonta a circa 250 - 300 unità portando il guadagno del gestore a soli 12 / 13.000 €uro al giorno. Ovviamente il gestore ha tutto l'interesse affinchè i profughi provenienti da Lampedusa restino nella sua struttura il più a lungo possibile. Facciamo altri due conti e vediamo perchè : 12.000 € al giorno da oggi alla fine dell'anno ammontano a qualcosa come 1.560.000 € da fatturare alla Prefettura. Una cospicua rendita con un guadagno certo. Quando il gestore dice di sperare in una soluzione rapida per lo smistamento dei profughi in altre strutture in altri comuni della provincia va contro i suoi interessi. Senza contare che dall'inizio dell'emergenza la Polizia Locale ha dovuto dislocare una pattuglia a presidiare in modo continuativo la struttura e anche la Croce Rossa ha dovuto inviare uomini e mezzi per l'assistenza sanitaria. Questa emergenza profughi costa grossi sacrifici a tutti tranne che al gestore che è l'unica figura che ci guadagna. Teniamo presente, inoltre, che alcuni profughi provenienti dalla Libia sono di origine asiatica e che conviene pagargli il biglietto aereo di sola andata piuttosto che mantenerli a tempo indeterminato a Pieve Emanuele. La cosa che sconcerta è che l'amministrazione comunale, per paura di essere accusata di razzismo, non ha preso nessuna misura idonea atta a risolvere il problema in tempi brevissimi : ha minacciato di scendere in piazza a manifestare e poi non lo ha fatto. Si è limitata a dichiarare che il Comune era all'oscuro di tutto e che si è ritrovata davanti al fatto compiuto. Gli si può credere, per carità, ma ora è il momento di intervenire pesantemente in tutte le sedi istituzionali a qualunque livello per risolvere definitivamente la questione perchè Pieve Emanuele non può farsi carico di centinaia di profughi per un tempo illimitato. Non è un bello spettacolo vedere i profughi che bivaccano ad ogni ora nei giardini pubblici e fanno i loro bisogni dove capita davanti a mamme e bambini oppure che chiedono l'elemosina ai cittadini che escono dai supermercati. Questa situazione deve essere risolta in tempi brevissimi con qualunque mezzo perchè è  inaccettabile e insostenibile che Pieve Emanuele si faccia carico di centinaia di profughi di tutte le nazionalità per gli interessi particolari di un singolo.         

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