Come sta accadendo in tutti i comuni italiani, ci si prepara alla raccolta dati per il censimento generale per fotografare la situazione dell'Italia. Prima di censire gli italiani occorrerebbe censire solo gli stranieri presenti sul territorio. Ci sarebbero grosse sorprese come sapere che sono il doppio di quello che ci è stato detto, sapere di che nazionalità sono, cosa fanno in Italia, da quanto tempo sono qui, quanto guadagnano e domande simili. Censire gli italiani non serve. Bisogna censire gli stranieri ed espellere immediatamente coloro che non riescono a dimostrare come campano e di cosa campano. E' troppo comodo sbarcare a Lampedusa e fare i parassiti alle spalle degli italiani per il resto della vita solo perchè lo Stato ha paura di essere tacciato di razzismo dalla comunità internazionale. L'Italia non ha più posto per tutti gli stranieri che bussano alla nostra porta e chi afferma il contrario è semplicemente uno stolto. Gli italiani hanno il diritto di sapere quanti stranieri sono presenti a casa nostra e cosa fanno : chi non può o non vuole dichiararlo deve essere espulso.

Non sono per niente d'accordo sull'inutilità di censire gli italiani: serve a conoscere per esempio quante case vuote ci sono a Pieve Emanuele e quanto si spopolano certe aree senza contare che il censimento dà informazioni su come organizzare meglio la macchina statale (se avessimo dei governanti seri). Ricordo inoltre che anche gli stranieri di nascita possono essere cittadini italiani. Ricordo anche che lavorando in nero gli stranieri non italiani consentono a certe fabbrichette e imprese varie di fare concorrenza agli stranieri e agli stessi italiani che tengono tutto in regola. Quindi pensiamo a una legge per consentire la legalità ai lavoratori (stranieri e italiani) in modo che siano alla pari di diritti e doveri agli altri cittadini e poi consentiamoci il lusso di sbattere in galera (dobbiamo costruirne anche per i nostri parassiti non solo per quelli esteri) la marmaglia.
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