martedì 20 settembre 2011

L'attesa

L'emergenza profughi a Pieve Emanuele non è destinata a risolversi in tempi brevi nonostante le dichiarazioni del gestore della struttura in cui sono ospitati. Come se non bastasse, manca poco al riconoscimento, o meno, dello status di rifugiati politici e la stragrande maggiornaza dei profughi non è di origine libica e quindi non ha diritto al riconoscimento dello status. Manca poco allo scoccare della scintilla che farà esplodere la rabbia di queste persone presenti da mesi a Pieve Emanuele senza alcun titolo. Questi "ospiti" non hanno la minima intenzione di tornare in patria, non vogliono lavorare, hanno già causato problemi di origine sanitaria, di ordine pubblico e chiedono l'elemosina fuori dai negozi e dai supermercati cittadini. La UE non ha ancora versato alcun contributo all'Italia per l'emergenza profughi e quindi queste persone le stiamo mantenendo noi come era facile prevedere. Dopo Lampedusa, il luogo dove la concentrazione di profughi è più elevata è proprio Pieve Emanuele grazie all'avidità di un singolo che è andato a chiederli alle figure istituzionali senza avvisare l'amministrazione comunale, facendola trovare davanti al fatto compiuto. Che questa leggenda sia vera o meno, rimane la constatazione che il nostro Comune non può più ospitare e mantenere questa gente senza titoli e che causa problemi.  

  

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