martedì 27 settembre 2011

Riequilibrio

Oggi, nel Consiglio Comunale, si discute e si vota il riequilibrio di bilancio che non è altro che l'aggiustamento dei conti in base alle spese sostenute. Oggi, in tutti i Comuni, si piange miseria in seguito ai tagli della finanziaria estiva del Governo e a Pieve si aspetta di incassare gli oneri di urbanizzazione di Humanitas per tirare il fiato e sistemare le esangui casse. Posto che incassare gli oneri di urbanizzazione è retaggio del passato e introito una tantum a seguito di consumo indiscriminato del territorio, il Comune di Pieve Emanuele rischia il dissesto finanziario per cause che risalgono alla notte dei tempi, quando amministrazioni allegre accendevano mutui a tutto spiano pur di eseguire i lavori e cercando di farsi rieleggere a fine mandato. Ora, che si continui a dire che il Comune non ha soldi è solo una litania per avere la scusa di aumentare la già altissima pressione fiscale. Il Comune di Pieve Emanuele ha potenzialità elevatissime dal punto di vista finanziario come le oltre mille attività produttive presenti sul territorio. Come si fa a dire che non ci sono soldi? In questo caso occorre licenziare il ragioniere perchè non è possibile, a conti fatti, non avere nulla in cassa con un numero così elevato di attività produttive. Questo significa solo che esiste un elevatissimo tasso di evasione fiscale e che nessuno è capace di chiedere il dovuto alle attività produttive. Si perdono entrate certe sulla tariffa rifiuti, sull'ici, sui passi carrai, sulle emissioni in atmosfera, sulle sanzioni e su tanti altri balzelli comunali che non portano nulla alle casse comunali. Tutto questo significa non avere il polso della situazione e non sapere chi è presente sul territorio e cosa produce. Strozzare fiscalmente i residenti perchè nessuno è in grado di riuscire a capire quali e quante ditte siano presenti sul territorio è un danno erariale certo e quantificabile economicamente. Per cambiare questa situazione assurda occorre prima di tutto sostituire i funzionari addetti alle finanze e alle attività produttive perchè, o non si parlano, o la cosa è voluta. Non servono laureati o maghi della finanza per capire che mille attività produttive presenti sul territorio sono una manna dal cielo per le casse comunali e continuare a dichiarare pubblicamente che le casse sono vuote significa solo una cosa : prendere in giro la gente. Oggi in Consiglio si assisterà alla solita sceneggiata tra maggioranza e opposizione fino a notte fonda senza che nessuno si ponga la domanda essenziale di tutta la vicenda, ovvero : "Ma com'è possibile che le casse siano vuote?".                    


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