Roma ladrona? Sicuramente. Ma lo slogan cavallo di battaglia della Lega Nord e del suo fondatore Umberto Bossi andrebbe analizzato in modo più approfondito. Dopo il colpo di stato di Napolitano che ha esautorato il governo democraticamente eletto, Umberto Bossi ne ha dette di tutti i colori su chiunque e minaccia l'indipendenza della Padania. Lo faccia se ne è capace. Il Senatur ha sempre attaccatto il "sistema romano" di clientele e favoritismi dimenticandosi di dire, però, che lui è il primo ad avere vantaggi dal "sistema romano". Bossi è eletto e riceve il compenso da parlamentare da oltre vent'anni e cioè da quando ha fondato la Lega a Pieve Emanuele. La moglie è una baby pensionata che percepisce regolare assegno dall'ente previdenziale pur essendo in età lavorativa e il figlio (il trota) è assessore regionale in Lombardia anche se non riesce a mettere insieme una frase che abbia un senso logico. Stesso discorso per l'onorevole Calderoli che oltre a percepire i soldi sporchi di Roma Ladrona ha messo la moglie ai vertici della provincia di Cuneo. I soldi pubblici non fanno poi così schifo ai capoccioni della Lega Nord. Senza i soldi pubblici di Roma Ladrona il Senatur non avrebbe mai potuto organizzare le gite sul Po, a Pontida, a Venezia e in ogni altro luogo padano per diffondere il verbo celtico. Ridicolo poi, in periodo di crisi e di tagli, aprire i ministeri del Nord alla Villa Reale di Monza di cui nessuno ha capito l'utilità e lo scopo. Caro Bossi.... il dito medio... infilatelo in quel posto....... vecchio pazzo.....

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