lunedì 5 dicembre 2011

Stupenda

Bellissima
Lacrime di coccodrillo

Un ministro che ci stangasse e poi venisse a piangere sulle nostre spalle, chiedendo comprensione, non ci era ancora capitato di vederlo. Ma ieri, grazie al cosiddetto governo tecnico ci è toccato anche quello. Annunciando la riforma delle pensioni, che fa salire a 42 anni i contributi necessari per ritirarsi dal lavoro, la responsabile del Welfare è scoppiata in lacrime, dimostrando che le pesa mandare a riposo le persone dopo i 66 anni. Ma se Elsa Fornero si commuove, a noi tocca pagare il conto. E che si tratti di un conteggio salato è fuor di dubbio. Per quanto ieri Mario Monti e Corrado Passera si siano sforzati di presentare il volto umano della manovra, quella varata dal Consiglio dei ministri è una legnata vera e propria, che contiene tutto ciò per cui ci eravamo preoccupati nei giorni scorsi. È  saltato - probabilmente per merito delle critiche, nostre e di altri -  il salasso sull’Irpef, che avrebbe portato la tassazione dei redditi alla soglia del  cinquanta per cento. Ma sono stati confermati i più neri timori, a cominciare da quello sui conti correnti e sui titoli. Per evitare di somigliare a Giuliano Amato, il premier ha deciso di non mettere direttamente le mani in tasca agli italiani, ma di farlo sotto parvenza di un bollo. In pratica una nuova gabella peserà su depositi e risparmi in forma progressiva, così da scippare il più possibile.
Maurizio Belpietro

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