Dopo l'emergenza generata dalla crisi del Nord Africa, la Lombardia ha accolto complessivamente circa 3.600 richiedenti asilo, ma questo impegno non può essere lasciato ai singoli Paesi. L'Europa, se vuole continuare a garantire la concreta attuazione della convenzione di Ginevra, deve parlare con una voce sola, coinvolgendo tutti i Paesi senza lasciare da sole nazioni come l'Italia, che sono il primo punto di approdo per i migranti.
DIMENSIONE GLOBALE - E' quanto ha detto oggi l'assessore regionale alla Famiglia, Conciliazione, Integrazione e Solidarietà sociale Giulio Boscagli, intervenendo al convegno 'Rifugiati, oggi. Tra noi. E' attuale la protezione?', che ha visto l'intervento, tra gli altri, di Christopher Hein, direttore del Consiglio italiano per i Rifugiati e di don Roberto Davanzo, direttore Caritas Ambrosiana. Il principio della protezione dei rifugiati, sviluppatosi a partire dalla necessità di soccorrere gli Europei reduci della Seconda Guerra Mondiale richiama oggi una dimensione globale, coinvolge milioni di persone e richiede, per essere rispettato, notevoli strumenti che rendano concreta ed effettiva l'accoglienza.
CABINA DI REGIA - "La Lombardia - ha sottolineato l'assessore - ha portato avanti il proprio impegno grazie all'intervento coordinato della Cabina di Regia, di cui la Regione è membro insieme alla Prefettura di Milano, ad Anci, all'Unione delle Province lombarde, e dei Tavoli provinciali. Oltre a esercitare un ruolo di coordinamento, la Regione si è impegnata direttamente nel supporto dell'accoglienza, ad esempio mettendo a disposizione della Cabina di Regia e dei Tavoli provinciali il data base sulle strutture di accoglienza per stranieri. Inoltre, grazie alla pluriennale esperienza in materia di integrazione linguistica e ai programmi di insegnamento dell'italiano che Regione Lombardia promuove, è stato possibile mettere a disposizione dei territori che ne hanno fatto domanda corsi di italiano gratuiti per i richiedenti".
Questo è il comunicato dell'assessore regionale Boscagli in merito all'emergenza profughi. Peccato si sia dimenticato di citare gli oltre 200 clandestini extracomunitari ancora presenti a Pieve Emanuele che sarebbero dovuti essere smistati in altri luoghi grazie alla famosa "cabina di regia". Forse dovrebbero spiegare a Boscagli che nessuno vuole fare il regista di questa emergenza perchè nessuno sa dove mettere questa gente oppure, molto più semplicemente, non li vuole. E Pieve Emanuele continua a pagare di tasca propria......


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