mercoledì 8 febbraio 2012

La giustizia

La giustizia italiana è lenta? Può essere, ma si trova in buona compagnia. Basta vedere la sentenza di Lunedì del Tas (il tribunale sportivo internazionale) per rendersi conto che non siamo i soli, in Europa, ad avere a che fare con una giustizia lenta. Dopo due anni dal reato anche Alberto Contador, il forte ciclista spagnolo, è stato squalificato per doping e nel frattempo ha vinto un giro d'Italia e un Tour de France che oggi sono stati revocati e assegnati ai secondi classificati. Che il ciclismo sia sport per tossicodipendenti è un fatto ormai acclarato ed esiste un lungo elenco di "campioni" che si sono fatti beccare ai controlli antidoping. Da Merckx negli anni sessanta a Contador oggi, sono centinaia i ciclisti professionisti finiti nei guai per aver assunto sostanze non consentite che aumentano le prestazioni. Sempre più spesso passa l'idea che ciclista = drogato. E del resto, senza andare troppo lontano ma restando nei confini comunali, basta vedere cosa hanno combinato i vecchi alcolizzati del circolo Coppi all'ingresso del paese : hanno eretto un "monumento" con una bicicletta in cima e poi lo hanno coperto con la plastica. Il tutto a conferma che i ciclisti o sono drogati o sono alcolizzati. Resta il fatto che chi pratica il ciclismo ha seri problemi mentali e i fatti lo dimostrano senza dubbio di smentita.      

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