giovedì 15 marzo 2012

Rottamato

Silvio Berlusconi si prepara a lasciare la politica attiva e a ritagliarsi il ruolo del padre nobile e del consigliere di Angelino Alfano. L'indiscrezione è clamorosa ma circola insistentemente nel Palazzo. Il Cavaliere avrebbe deciso di fare il passo indietro dopo che il suo stesso partito, gli ex An in testa, lo hanno bloccato il giorno in cui avrebbe dovuto partecipare a Porta a Porta. Da Bruno Vespa ufficialmente l'ex premier non è andato per non oscurare il suo delfino ma in realtà - secondo quanto è in grado di rivelare Affaritaliani.it - sono stati i maggiorenti del Popolo della Libertà, Gasparri e La Russa in testa, a stoppare Berlusconi. Il motivo? Il timore che in televisione e a briglie sciolte il Cav potesse uscire con qualche dichiarazione choc, ad esempio l'annuncio di un nuovo predellino, che terremotasse il Pdl e ne decretasse di fatto la fine. L'ex presidente del Consiglio si è così reso conto di non avere più la fiducia di una buona fetta dei suoi. E di non essere più il supremo leader incontrastato. Da qui la decisione di farsi da parte, accompagnando l'ascesa di Alfano. Il suo nome non scomparirà però dalla cronaca politica. Per lui è assicurato un posto come padre nobile del Centrodestra. I più lo danno come futuro Presidente della Repubblica. Una opzione che fa rabbrividire molti del Pd, ma che sarebbe accettato dal Terzo Polo. Un presidente certo non superpartes, ma che lascerebbe il Pdl libero dall'ingombrante personalità del Cav. A quel punto la strada per Alfano sarebbe spianata, ma non è detto che dal partito non alzino la testa altri candidati, ex An in testa.

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