Credo sia giunto il momento di dedicare spazio all'ambiente e alle energie rinnovabili. Non sarà nulla di sconvolgente o di nuovo, ma si vorrà solamente far capire come con piccoli gesti quotidiani sia possibile dare una mano all'ambiente riducendo la "carbon footprint", consumare meno combustibili fossili e, perchè no, risparmiare qualche soldino che di questi tempi non guasta. Iniziamo a parlare delle lampadine.
Le classiche lampadine sono state sostituite, già da qualche tempo, con le lampadine a basso consumo energetico, ed ora si affacciano sul mercato le lampadine a led. Queste lampadine consumano molta meno energia rispetto alla lampadina inventata da Edison e soprattutto non si scaldano ed hanno una durata nel tempo molto maggiore rispetto alla lampadina tradizionale. Una lampadina a basso consumo permette risparmi nell'ordine del 30% rispetto ad una lampadina tradizionale sull'approvigionamento di corrente mentre la lampadina a led consente risparmi anche superiori al 50%. Il costo di queste lampadine è ancora elevato in quanto si tratta di tecnologie in via di sviluppo (soprattutto per le lampade a led) ma il costo d'acquisto si recupera molto velocemente grazie ai ridotti consumi di corrente. Sostituendo poche lampadine al mese con le lampadine a led, si può affermare che senza accorgersene ci si ritrova un impianto tecnologicamente avanzato, sostenibile e che farà risparmiare molti soldi sulla bolletta elettrica. In poche parole, l'acquisto delle lampadine a led si ripaga da sè ed è più duraturo nel tempo.
Se il Comune iniziasse a sostituire i neon ora in uso nelle strutture pubbliche e le lampade per l'illuminazione stradale con i neon a led o le lampade a led, si troverebbe a risparmiare decine di migliaia di euro all'anno per sempre, e visto che questa voce di spesa è in carico ai cittadini, sarebbe un'ottima notizia.

Quanto vale, in soldi, la lucina a led che abbiamo tutti quanti sotto il televisore, il ricevitore satellitare o il ricevitore del digitale terrestre? Se navigate in internet è facile trovare la risposta : dai 6 agli 8 euro ogni bolletta che equivalgono a 40 - 50 euro all'anno di corrente sprecata inutilmente. Basta veramente poco per risparmiare questi soldi e per dare una mano all'ambiente con un piccolo gesto che non costa assolutamente nulla. Se tutti disattivassero i ricevitori, i computer e i televisori quando in casa non c'è nessuno, si eviterebbe di immettere nell'ambiente una quantità enorme di tonnellate di CO2 all'anno e ne guadagneremmo tutti in salute e in soldi non spesi che si possono dedicare ad altro.
Dare il proprio contributo per salvaguardare l'ambiente è più semplice di quanto si possa immaginare. Prendiamo come esempio le bollette di acqua, luce, gas, telefono, i cedolini dello stipendio e le comunicazioni bancarie. Se tutte queste bollette fossero spedite solo in via informatica si risparmierebbero tonnellate e tonnellate di carta all'anno evitando di abbattere boschi interi. Non solo. Salvando questi dati su un pc o una chiavetta USB, si eviterebbe di inviare al macero, dopo anni, le bollette cartacee e non si avrebbe tanta carta inutile in giro per casa. E basta solo una casella gratuita di posta elettronica per realizzare tutto questo. Semplice, economico e soprattutto sostenibile.
L'acqua è il bene più importante presente sulla terra. Senza acqua non ci sarebbe vita e sprecarla è un vero delitto, quindi evitiamo di lasciare aperti i rubinetti a vuoto sprecando inutilmente questo bene prezioso e fondamentale per la vita.
Una fonte rinnovabile, sostenibile e infinita è rappresentata dal sole che illumina il nostro pianeta da milioni di anni e che fornisce la vita e l'energia a tutti noi. Da diversi anni è possibile raccogliere e immagazzinare questa energia grazie alle nuove tecnologie e grazie soprattutto ai pannelli solari o fotovoltaici. Questi pannelli sono composti prevalentemente da silicio che, grazie all'irraggiamento, muove gli elettroni al proprio interno producendo corrente elettrica che può essere usata immediatamente o immagazzinata e utilizzata successivamente. La produzione di corrente dipende da come viene realizzato un impianto : dall'esposizione più o meno a sud, dalla latitudine e dall'ampiezza dell'impianto stesso. In Italia ha preso piede, grazie agli incentivi governativi, l'usanza di affittare grosse superfici industriali per posizionare i pannelli fotovoltaici e produrre corrente da rivendere. Questo sistema consente di avere guadagni certi per vent'anni ma ora questa strategia commerciale sta scemando in quanto gli incentivi sono dimunuiti drasticamente. Il mercato era drogato dagli incentivi e quindi conveniva economicamente realizzare impianti fotovoltaici. Ora che il periodo delle vacche grasse è terminato si inizia a comprendere che il fotovoltaico debba essere utilizzato in altro modo e questa prospettiva è difficile da far comprendere ai più perchè impone un cambio culturale e di abitudini giornaliere del singolo e non delle grandi società energetiche. Rimane un modo ottimo per produrre corrente "verde" per tanti anni, ma occorre scordarsi il guadagno dovuto alla vendita della corrente, perchè questo discorso non è riservato al piccolo utente.
Comuni rinnovabili 2012 secondo rapporto Legambiente
Nel 2011 gli impianti da fonti rinnovabili nel territorio italiano sono aumentati in maniera impressionante e sono diffusi oggi in oltre il 95% dei Comuni. Cresce fortemente anche la produzione di energia pulita, che ha contribuito lo scorso anno per il 26,6% dei consumi elettrici. Dal 2000 a oggi 32 TWh da fonti rinnovabili si sono aggiunti al contributo dei “vecchi” impianti idroelettrici e geotermici, grazie a oltre 400mila impianti di grande e piccola taglia, elettrici e termici, che da nord a sud, dalle aree interne ai grandi centri e con un interessante e articolato mix di produzione da fonti differenti rappresentano oggi un caposaldo del bilancio energetico italiano.
La crescita dei Comuni dotati di impianti puliti è stata costante nel tempo - erano 6.993 nel 2010, 3.190 nel 2008 – ma è significativo che aumenti la diffusione per tutte le fonti, dal solare all’eolico, dalle biomasse alla geotermia, all’idroelettrico. La novità forse più rilevante è rappresentata da una generazione sempre più distribuita, che ribalta completamente il modello energetico costruito negli ultimi secoli intorno alle fonti fossili, ai grandi impianti e agli oligopoli.
La crescita dei Comuni dotati di impianti puliti è stata costante nel tempo - erano 6.993 nel 2010, 3.190 nel 2008 – ma è significativo che aumenti la diffusione per tutte le fonti, dal solare all’eolico, dalle biomasse alla geotermia, all’idroelettrico. La novità forse più rilevante è rappresentata da una generazione sempre più distribuita, che ribalta completamente il modello energetico costruito negli ultimi secoli intorno alle fonti fossili, ai grandi impianti e agli oligopoli.
Sono 23 i Comuni 100% rinnovabili, quelli che rappresentano oggi il miglior esempio di innovazione energetica e ambientale. In queste realtà, un mix di impianti diversi da rinnovabili e impianti a biomasse allacciati a reti di teleriscaldamento coprono interamente (e superano) i fabbisogni elettrici e termici dei cittadini residenti. La classifica premia proprio la capacità di sviluppare il mix più efficace delle diverse fonti, e non la produzione assoluta, perché la prospettiva più lungimirante e vantaggiosa per i territori è rispondere alla domanda di energia valorizzando le risorse rinnovabili presenti. Se si considera solo il fabbisogno elettrico, i Comuni sono, invece, 2068.
I Comuni del solare in Italia sono 7.837, un numero in crescita (erano 7.273 nel censimento dello scorso anno) che evidenzia come con il sole si produca oggi energia nel 95% dei Comuni. Spetta a Meleti (in provincia di Lodi) e a Marradi (in provincia di Firenze) il record di impianti sui tetti.
I Comuni dell’eolico sono 450. La potenza installata (6.912 MW) è in crescita, con 950 MW in più rispetto al 2010. Questi impianti, secondo i dati provvisori di Terna, hanno consentito di produrre 10,1 TWh nel 2011, pari al fabbisogno elettrico di oltre 4 milioni di famiglie. Sono 346 i Comuni che si possono considerare autonomi dal punto di vista elettrico grazie all’eolico, poiché si produce più energia di quanta se ne consuma.
I Comuni del mini idroelettrico sono 1.021. Il Rapporto prende in considerazione gli impianti fino a 3 MW. La potenza totale installata nei Comuni italiani è di 1.121 MW ed è in grado di produrre ogni anno oltre 4,4 TWh, pari al fabbisogno di energia elettrica di oltre 1,7 milioni di famiglie.
I Comuni della geotermia sono 334, per una potenza installata pari a 962,9 MW elettrici, 147,4 termici e 884,7 kW frigoriferi. Grazie a questi impianti nel 2011 sono stati prodotti circa 5,6 TWh di energia elettrica in grado di soddisfare il fabbisogno di oltre 2,2 milioni di famiglie.
I Comuni delle bioenergie sono 1.248 per una potenza installata complessiva di 2.117 MW elettrici e 731,7 MW termici ma anche di 50 kW frigoriferi termici.
I Comuni del solare in Italia sono 7.837, un numero in crescita (erano 7.273 nel censimento dello scorso anno) che evidenzia come con il sole si produca oggi energia nel 95% dei Comuni. Spetta a Meleti (in provincia di Lodi) e a Marradi (in provincia di Firenze) il record di impianti sui tetti.
I Comuni dell’eolico sono 450. La potenza installata (6.912 MW) è in crescita, con 950 MW in più rispetto al 2010. Questi impianti, secondo i dati provvisori di Terna, hanno consentito di produrre 10,1 TWh nel 2011, pari al fabbisogno elettrico di oltre 4 milioni di famiglie. Sono 346 i Comuni che si possono considerare autonomi dal punto di vista elettrico grazie all’eolico, poiché si produce più energia di quanta se ne consuma.
I Comuni del mini idroelettrico sono 1.021. Il Rapporto prende in considerazione gli impianti fino a 3 MW. La potenza totale installata nei Comuni italiani è di 1.121 MW ed è in grado di produrre ogni anno oltre 4,4 TWh, pari al fabbisogno di energia elettrica di oltre 1,7 milioni di famiglie.
I Comuni della geotermia sono 334, per una potenza installata pari a 962,9 MW elettrici, 147,4 termici e 884,7 kW frigoriferi. Grazie a questi impianti nel 2011 sono stati prodotti circa 5,6 TWh di energia elettrica in grado di soddisfare il fabbisogno di oltre 2,2 milioni di famiglie.
I Comuni delle bioenergie sono 1.248 per una potenza installata complessiva di 2.117 MW elettrici e 731,7 MW termici ma anche di 50 kW frigoriferi termici.











Nessun commento:
Posta un commento